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Il libro del mese

Il canto del profeta / Paul Lynch

Giovedì 2 maggio 20:30

È una serata piovosa a Dublino quando la biologa Eilish Stack sente bussare alla porta e si ritrova di fronte due agenti della polizia segreta. Sono lì per interrogare suo marito Larry, insegnante e sindacalista.

In seguito a questa visita, l’uomo sembra scomparire nel nulla. È stato arrestato e non c’è possibilità di comunicare con lui, i suoi familiari non possono nemmeno sapere dove è detenuto. Il partito di destra National Alliance, salito al potere poco tempo prima, sta pian piano sospendendo ogni minima garanzia politica e giudiziaria.

In questa inquietante distopia, Paul Lynch immagina una Repubblica d’Irlanda che scivola nell’autocrazia e ne racconta la spirale autoritaria dalla prospettiva soggettiva dei suoi personaggi. La convinzione che certe cose non possono accadere, che qualcuno farà qualcosa e che ci sono dei diritti che non si possono violare accompagna a lungo i protagonisti, anche quando la situazione è ormai apertamente sfuggita a ogni controllo e rassicurazione democratica.

Ma i diritti non sono scientifici, come dice uno dei poliziotti, “sono finzioni decretate dallo Stato”. Giorno dopo giorno le scuole e i negozi chiudono, i supermercati si svuotano, per strada si lanciano bombe e agli irlandesi non resta che scappare come profughi.

Paul Lynch ha raccontato che cominciò a scrivere il libro nel 2018, partendo dalle notizie che arrivavano dalla Siria ma con questo libro – che, come ha detto nel discorso di premiazione, sentiva di dover scrivere sebbene la sua parte razionale gli dicesse che avrebbe rovinato la sua carriera – coglie anche il dramma e le contraddizioni del momento storico attuale.

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