Menelique n.5

Menelique n.5

€ 15,00Prezzo

Menelique è una rivista italiana fondata da Giovanni Tateo, Matteo Cresti e Fabrizio Soldano (ma con una redazione quasi tutta la femminile!) con uno scopo intenzionalmente politico: far fronte al deserto intellettuale in cui viviamo, incapace di arginare la cultura dell'odio che occupa sempre più sfere della vita pubblica.
Oltre agli approfondimenti di politica e attualità, con occhio critico e femminista, in Menelique non mancano racconti, reportage fotografici e illustrazioni. 
Diretto e chiaro dall'indice (diviso in quadranti secondo le coordinate accessibile-complesso e breve-lungo) alla grafica curata maniacalmente, Menelique è ciò che manca nell'editoria politica italiana, con il suo visual design démodé e le sue logiche pensate per un pubblico maschile. 

Dal loro manifesto si legge:
Il collettivo Menelique unisce militanti, creativi e artisti, accademici e giornalisti che condividono un’ambizione editoriale:

  • diffondere un punto di vista post-coloniale che possa avversare la crescente cultura dell’odio nei confronti dei migranti che avvelena il dibattito pubblico italiano;
  • stimolare l’articolazione di una coscienza politica collettiva proponendo nuove analisi critiche dei rapporti di potere;
  • fornire piattaforme di confronto e coordinamento per l’azione politica;
  • gettare le fondamenta di una rinnovata critica alla strumentalizzazione delle lotte politiche da parte della cultura liberal e liberale;
  • riportare in vita la ricchezza tematica e stilistica dei discorsi politici e culturali, così come dare spazio ai conflitti interni ai movimenti politici che li animano;
  • lanciare una esperienza editoriale che possa raggiungere la sostenibilità economica tramite il sostegno di una comunità di lettori consapevole dell’importanza di non lasciare a capitani d’industria lo spazio culturale italiano;
  • veicolare tramite questo stesso cammino l’idea che il lavoro intellettuale, culturale e creativo, richiedendo conoscenze, talento e professionalità, non può piegarsi all’attuale sistema di sfruttamento che nega riconoscimento e retribuzione adeguati ai lavoratori del settore.

 

DIASPORA. La diaspora è un viaggio collettivo senza fine, che nasce da una mutilazione. Nel nostro caso, quella del futuro: le possibilità, il lavoro, i soldi. In altri casi, l’esilio, la persecuzione, la discriminazione, fino alla schiavitù. Ascoltare la dimensione diasporica che è in noi vuol dire abbandonare la propria individualità alla molteplicità dei luoghi e delle culture che ci hanno formato.