Descrizione
Abitare significa immaginare e dare corpo a qualcosa che prima non cโera. E, a proposito di parole, suscita meraviglia la miriade di modi che lโarabo usa per indicare la casa: da bayt a dar, da manzil a maskan, sottili slittamenti semantici ci riportano alla mente le tante accezioni dellโabitare, una parola del quotidiano che contiene molti mondi. In questo quarto numero di Arabpop, lโabitare รจ una dimensione che coincide quasi totalmente con quella dellโesistere, una modalitร di stare al mondo pressochรฉ universale che si irradia dai paesi arabi. La casa non รจ solo unโarchitettura: รจ un modo di selezionare e occupare uno spazio, un diaframma che si frappone tra noi e la realtร , da cui ci separa e con cui ci mette in comunicazione. Estensione del corpo e rifugio, talvolta luogo di abusi difficili da portare alla luce, la casa traccia una linea tra chi puรฒ permettersi di darne per scontata lโesistenza e chi lotta per averne una. In Arabpop – Casa una grande varietร di linguaggi testuali e visivi racconta percorsi che dallโEgitto e dalla Tunisia passano per il Qatar e arrivano alle seconde generazioni in Europa. Le produzioni culturali (nella poesia, nella fotografia, nella musica) raccolte in questo numero interrogano il tema dellโabitare da tante prospettive diverse, nel segno di una grande vitalitร artistica.





