Descrizione
Un tempo il leone non aveva la criniera. Quando passeggiava insieme alla leonessa, non era possibile distinguere l’uno dall’altra. Nella foresta si avvicinava il giorno delle elezioni e il leone era preoccupatissimo: “Come potrò essere eletto, se somiglio in tutto e per tutto a una femmina?” La leonessa, stanca di sentirlo piagnucolare, decise di portarlo dallo Stregone. Il Saggio, dopo aver ascoltato le lamentele del leone privo di corna o code che gli donassero un aspetto maestoso, tentò infinite soluzioni. Gli fece crescere sulla testa una chioma di quercia e una di pero, poi provò con le code: di rondine, di giraffa, di pavone. Il leone le provò tutte. Nessuna gli conferiva quel piglio regale che doveva distinguerlo dalla sua compagna. Infine, sfiduciato, gettò a terra anche una coda di volpe. La sua compagna la raccolse e la mise intorno al collo pensando tra sé: “Prima o poi, qualcosa ci farò”. Gli animali della foresta vedendo la leonessa con quella “corona” così imponente, la scambiarono per il marito e la elessero per acclamazione. Ecco il nostro re! Nei panni del marito la leonessa governò con grande saggezza. Ma un giorno si accorse che stava per diventare mamma. L’inganno non poteva proseguire oltre… Età di lettura: da 4 anni
“Quante probabilità avrò di essere eletto se somiglio in tutto e per tutto a una femmina”?
Ogni mattina, in Africa, una leonessa si sveglia, e sa che dovrà correre più veloce del consorte, che in preda a un preoccupante dilemma gira e rigira senza sosta per casa. Il problema è presto detto: si avvicina il giorno della votazione per eleggere il re della foresta, e il leone vorrebbe tanto candidarsi. Solo che, al momento, non ha criniera, accessori o vestiti che siano in grado di conferirgli quell’aria maschia e autorevole che un sovrano che si rispetti dovrebbe avere. A giudicare dal suo aspetto, nessuno saprebbe distinguerlo dalla sua “dolce” metà!
Perfino il coccodrillo, accomiatandosi da lui sull’argine del fiume, non manca di raccomandarsi: “Mi saluti tanto suo marito!”.
In queste condizioni, governare ed essere preso sul serio sarebbe impossibile Per fortuna la leonessa è piena di risorse e di spirito d’iniziativa. “Guarda lo gnu, la giraa, il cercopiteco, la lumaca: non si preoccupano per nulla di essere scambiati per la loro compagna!”. Ma il paragone
con la lumaca, anziché convincere il leone, lo scaraventa in uno stato di tristezza ben più profondo. Presentarsi alla grande assemblea degli animali con una bella coppola irlandese gli farebbe avere più carisma? No, è escluso… “Allora andremo da Kuninga” decide la leonessa. “Lo stregone ha già risolto tanti problemi, risolverà anche questo.” In men che non si dica, il povero leone si ritrova a provare, … E dopo una maestosa coda di pavone, ecco spuntargli sul capo un albero talmente ricco di rami e foglie da rivaleggiare in grandezza con i palchi dei cervi… con poca convinzione, le più svariate “soluzioni”… “Per le foglie non dovete preoccuparvi” aggiunge Kuninga. “Quelle in autunno cadono da sole.” “E per la frutta invece?” chiede la leonessa notando che si tratta di un albero di pere. L’ultima spiaggia è una coda di volpe: di fronte all’ennesima prova e relativa delusione del leone, la leonessa la prende e se la mette al collo. Da quel momento, come in una piccola commedia degli equivoci, gli altri animali scambiano la leonessa con la “criniera” per il leone e la eleggono loro re. Fin quando, dopo mesi, non succede l’inevitabile: “il sovrano” sta per diventare mamma… E allora? l Con un passaggio di testimone, la criniera viene consegnata al leone
“Vai” gli dice la leonessa. “Ora devi governare tu… E non farmi fare brutta figura!”.
• Una favola non codificata, che si appella all’immaginario collettivo ribaltandone stereotipi e luoghi comuni
• Un apologo contemporaneo che si prende bonariamente gioco del ruolo di potere e di quello di genere
• Illustrazioni ad alta leggibilità, nel segno rinnovato ma inconfondibile di Attilio: colori pieni e forme semplici per rappresentare l’infinita varietà della foresta africana


