Maurice Sendak

Il segreto di Rosie

Esaurito

18,00 

Esaurito

COD: 9788845939051 Categoria:

Descrizione

Sulla porta di Rosie c’è un cartello. Dice: «Se vuoi sapere un segreto bussa tre volte». E chi bussa tre volte è già nel bel mezzo del gioco, là dove realtà e immaginazione coincidono. Con l’energia portentosa della sua fantasia, Rosie trascina una banda di ragazzini fra le strade e i cortili di Brooklyn. Il suo segreto è semplice e stupefacente: ognuno può essere qualunque cosa riesca a immaginare. Con “Il segreto di Rosie” Sendak torna all’origine della sua passione per l’illustrazione: a quando, ventenne squattrinato e con un futuro incerto davanti a sé, nell’estate del 1948 trascorse ore a riempire quaderni di schizzi osservando dalla finestra le scorribande di una bambina con il suo gruppo di amici – lasciandosi incantare dalla sconfinata creatività di quei giochi e imparando così il mestiere dell’immaginazione.
RECENSIONE TESTE FIORITE:
Se vuoi sapere un segreto bussa tre volte.
La narrazione del nuovo (in Italia) magnifico libro di Maurice Sendak Il segreto di Rosie appena edito da Adelphi con la traduzione di Livia Signorini inizia da qui, da un segreto che deve essere svelato, ammesso di avere il coraggio di bussare tre volte alla porta di Rosie.
Il segreto di Rosie è un libro che, credo, vi sorprenderà per forma e per sostanza.
Cominciamo dalla forma e iniziamo allora col dire che Il segreto di Rosie non è un albo illustrato bensì una narrativa illustrata e la differenza è tutt’altro che sottile e comporta un uso dell’illustrazione diverso da quello a cui Sendak ci aveva abituati con i suoi albi. In quattro capitoli di lunghezza e ritmi diseguali Sendak ci porta nel quartiere della sua infanzia – una Brooklyn che nell’illustrazione in cui compare l’esterno della strada ricorda molto uno shtetl – a sbirciare con lui dalla finestra di un immaginario punto straordinario di osservazione le dinamiche dei giochi di Rosie e dei suoi amici.
Rosie, e il suo gatto, non sottovaluterei affatto il ruolo del gatto in questo libro specie alla luce del finale, sono il motore mobile della vita infantile della strada. è lei a trovare ogni giorno un’invenzione di gioco, solitamente una finzione, tale da coinvolgere tutti, fare esperienze immaginifiche straordinarie e trascorrere il tempo. Rosie è una specie di catalizzatore di avventure, una leader dei giochi capace anche di portarseli a termine da sola quando il tempo stringe e gli altri compagni di avventure devono rientrare a casa.
Ma insomma cosa accade in Il segreto di Rosie ve lo lascio scoprire nella lettura diretta del libro, io vorrei invece soffermarmi sul ruolo delle illustrazioni che in questo libro non vanno solo a mostrare una parte della narrazione rendendola visibile ma ci fanno soprattutto vedere ciò che il testo tace, in questo sono molto vicine alle illustrazioni tipiche dell’albo che non ripetono il testo ma lo interpretano.
Prendiamo una pagina qualsiasi del libro e soffermiamoci per un momento sulle espressioni dei bambini: scopriremo in un attimo alleanze e piccoli contrasti tra i bambini della banda di Rosie, se poi avremo cura di seguire gli sguardi del gatto scopriremo ancora qualcosa di più su Kathy, Dolly, Pudgy e Sal. Se il narratore si tiene lontano dalla vita dei piccoli protagonisti e li osserva con attenzione, è con i dialoghi frequentissimi tra i bambini e con l’illustrazione che riusciamo ad entrare nel profondo non solo delle dinamiche che si attivano tra Rosie e gli altri bambini e bambine, ma soprattutto nel carattere, nel pensiero, nell’attitudine di ognuno di loro. Non vi sfuggirà il bambino sempre imbronciato che richiama spesso gli sguardi del gatto Burro, quello sempre accondiscendente, e quello che interviene sempre per opposizione…
I bambini e le bambine di Sendak, lo sappiamo bene e qui ne abbiamo un’ulteriore e se volete definitiva prova anche in virtù di questo testo più lungo e articolato, sono veri, non sono delle figurine, non presentano mai nemmeno il minimo tratto di stereotipizzazione; Sendak mette tutto il suo lavoro, e ha impiegato tutta la sua vita, per dare voce e immagine proprio a quei bambini lì, così veri da permettere a qualsiasi bambino lettore, altrettanto vero, di ritrovarsi nelle sue storie.
Su chi sia Rosie e su quanto sia fondamentale nella storia personale e artistica di Sendak si è lui stesso più volte soffermato, vi rimando al suo Caldecott & Co. per leggerne in dettaglio, vorrei solo fermarmi su un punto, se avete voglia e resistete qualche altra riga. Rosie diventa in qualche modo per Sendak una musa ispiratrice della forza propulsiva dell’immaginazione infantile che si fa gioco e diventa vita e sopravvivenza alla vita in un mondo di adulti. Rosie è una bambina vera che Sendak per davvero osservava dalla finestra di casa e a lei ha fatto esplicito riferimento ogni volta che pensava ad un personaggio dei suoi lavori, in questo senso Rosie diventa il correlativo oggettivo di ciò che sono e sanno diventare i bambini e le bambine, al pari di Peter per Barrie, di Alice per Carroll, di Christopher Robin per Milne e potrei continuare.
Ecco se fino a ieri quando pensavo a Sendak il primo pensiero andava a Max, e sono sicura che così sia anche per voi, da oggi sarà tutto diverso perché prima e oltre Max c’è lei, Rosie, che si staglia direi su tutto e tutti e rivendica il proprio posto nel mondo dei libri e del reale per ogni bambino e bambino in carne e ossa.
p.s. se volete approfondire qualcosa di Rosie e scoprire anche il cartone animato che Sendak le dedicò vi rimando alla documentatissima recensione di Maria Polita su Scaffale basso.
RECENSIONE SCAFFALE BASSO:
Rosie, la protagonista di un piccolo perfetto libro di narrativa, Il segreto di Rosie, segna in modo indelebile il conformarsi dell’idea di infanzia di Maurice Sendak.
«L’essenza dei miei protagonisti è sempre e comunque quella di Rosie» racconta nell’intervento fatto nel 1975 in occasione dell’uscita del cartone animato Really Rosie, proprio dedicato a questo personaggio. Il riferimento è ai protagonisti della Nuthshell library (Gusci di noce in italiano), ma anche allo stesso Max de Nel paese dei mostri selvaggi. Rosie è dappertutto, dirà Sendak. Ma chi è questa Rosie?
Sendak è generoso nel raccontarci l’emergere di questo personaggio a cui l’autore statunitense è profondamente legato. Le sue parole ci portano in una Brooklyn del 1948 (in una intervista, parla però del 1943), in un agosto fiammeggiante, in un quartiere medioborghese dove Sendak, giovane ventenne, abitava con i suoi genitori ancora senza sapere cosa gli avrebbe riservato il futuro. Passava le sue giornate alla finestra, a schizzare e ad annotarsi i giochi e i dialoghi esilaranti che il gruppo di bambini del quartiere intavolava e organizzava tra i vicoli, le porte aperte e le finestre socchiuse, guidato da quel pozzo di trovate che era Rosie.
Rosie, quindi, è esistita davvero. Sendak la incontrò e la osservò per settimane, rimanendo ammaliato da questa bambina, che era una vera e propria capobanda, una performer – diremmo oggi – , quell’elemento del gruppo capace grazie alla sua incontenibile immaginazione e alla sua irrefrenabile voglia di fare di mettere in piedi ogni giorno un set diverso di gioco per tutti.
Credo che ognuno di noi abbia incontrato una Rosie, nel suo cammino, una superstar capace di muoversi nel mondo da vera protagonista.
Questa energia per cui nessun minuto della giornata deve andare perso, nessuna persona incontrata deve essere ignorata si traduce in un racconto in quattro capitoli, dalla splendida copertina cartonata, e ricorda i giochi improvvisati, immaginati e portati in scena da Rosie e dai suoi amici.
Il segreto di Rosie è il terzo libro di Sendak, come autore e illustratore, ed esce in una bella edizione a tre colori nel 1960.
Il primo capitolo si apre davanti ad un cartello – che è poi quello che determina il titolo originale The sign on Rosie’s Door – su cui c’è scritto: «se vuoi sapere un segreto bussa tre volte».
Il richiamo è misterioso quanto irresistibile e Kathy non può far altro che bussare per scoprire che la nostra Rosie, avvolta in un coperta cascante e con lo sguardo altezzoso da autentica diva, oggi ha deciso di essere Alinda, una grande cantante.
«“E un giorno canterò in un magnifico musical” aggiunse Rosie. “Quando?” chiese Kathy. “Ora, nel mio cortile. Vuoi venire?”»
La percezione del tempo del gioco è rappresentata con esattezza e quel futuro “canterò” si tramuta immediatamente in un’“ora”.
Tutti i bambini del quartiere si raggruppano su sedie pieghevoli improvvisate in attesa della grande performance. Kathy, trasformatasi e travestitasi da ballerina araba, dà il via al suo numero canoro, ma proprio quando la diva delle dive, la nostra Alinda, si appresta a intonare la sua canzone – dopo aver dato indicazioni precise sulle reazioni che gli spettatori debbono tenere: «“Urlate Oh e Ah!”» – viene interrotta da Lenny, disturbatore seriale e grande animatore della trama, che con un tubo della doccia in mano, devia l’attenzione del pubblico verso il gioco dei pompieri.
Confusione, rinegoziazione, proteste, assecondamenti.
Fatto sta che Rosie non riesce a offrire al pubblico la sua performance, perché si è fatto tardi e tutti devono tornare a casa.
«Rosie rimase sola. Salì su una sedia e mormorò: “Signore e signori, Alinda vi canterà Nel blu dipinto di blu. E cantò la sua canzone da cima a fondo»
Sendak, di cui fino ad allora si erano apprezzate le indubitabili doti illustrative, dà prova con questo libro di una maturità anche narrativa, che rispecchia il suo acutissimo occhio da osservatore, ma anche la sua impareggiabile capacità di empatizzare e comprendere il mondo interiore dei bambini.
Di Rosie, una Barbra Streisand in erba, egli infatti coglie non solo la sua libera ed esplosiva capacità di essere qualsiasi cosa volesse essere, di creare qualunque cosa desiderasse creare, ma anche tutta la sua vulnerabilità, il suo essere una persona spesso incompresa dalla banda di compagni che le si facevano appresso e che in fondo non coglievano il peso di creare, giorno dopo giorno, qualcosa per loro. Rosie aveva un talento da vera artista, che implicava anche una responsabilità malinconica.
Nel secondo capitolo, l’immaginazione di Rosie viene nuovamente in soccorso in una giornata dove proprio non c’è niente da fare.
«“Mamma, non so che fare” disse Rosie. “Inventati qualcosa” rispose sua madre»
C’è poco da aspettare: Rosie si siede sulla porta della cantina, in cortile, completamente avvolta in una coperta. Ci aspetteremmo che la narrazione vada avanti, invece il capitolo si interrompe, conscio che tutto quello che doveva accadere effettivamente è già accaduto!
Nel terzo capitolo gli amici, che non hanno niente da fare e che evidentemente non sono così avvezzi a utilizzare l’immaginazione per uscire da questo stato di noia e di frustrazione, non possono far altro che andare alla ricerca di Rosie, che trovano completamente avvolta in una coperta e seduta sulla porta della sua cantina.
«“Puoi dirci chi sei, per favore?” “Sono Alinda, la bambina perduta”. “Chi ti ha perso?” chiese Pudgy. “Mi sono persa da sola” rispose Alinda»
Questi dialogi appuntati sugli sketchbook di Sendak costruiscono in poche battute un gioco verso cui ogni bambino si sente attratto: Rosie aveva un potere ammaliante nei confronti di tutti gli altri bambini, aveva la forza di imporre le sue fantasie.
«“Chi ti troverà?” chiese Sal. “L’Uomo Magico” rispose Alinda. “E chi è?” “Il mio migliore amico” rispose lei. “E che succede quando ti trova?” chiese Kathty. “Mi dirà che fare” spiegò Alinda. “Possiamo aspettare qui con te?” domando Pudgy. “Penso di sì” rispose Ainda “ma dovrete stare in silenzio”»
Lo sviluppo del gioco pomeridiano segue svolte inaspettate che ricordano come il gioco impegni tutto l’essere dei bambini e non solo la loro fisicità, infatti «quando la sera le madri chiesero com’era andato il pomeriggio, loro risposero che c’era stato talmente tanto da fare e così poco tempo che domani avrebbero dovuto continuare».
E il giorno dopo, in effetti, il gioco continua, anche se l’apertura della giornata vorrebbe volgersi verso qualcos’altro: Rosie infatti, in prossimità del 4 luglio, chiede alla mamma la possibilità di comprare dei petardi, possibilità che le viene prontamente negata, ma alla quale Rosie troverà una “soluzione”.
Mentre infatti tutti i bambini in silenzio, con gli occhi chiusi attendono l’Uomo Magico, questo arriva veramente e dà loro un suggerimento preziosissimo:
«“Mi ha detto che possiamo essere dei petardi per tutto il 4 luglio!” “Evviva l’Uomo Magico!»”
Non vi dico altro o meglio aggiungo solo che il finale regalerà un ulteriore colpo di scena che poteva uscire solo dalla mente di Rosie.
Questa storia in quattro capitoli conduce i lettori nel grande mondo del gioco bambino, lo fa con schiettezza e sincerità attraverso dialoghi realistici, che non cedono mai alla formalità né all’idealizzazione dell’infanzia, ma contengono invece tutta la gioia genuina del gioco specchiata nelle figure umane che mostrano una gamma infinita di espressioni dal disgusto alla letizia, dall’euforia alla curiosità, dall’intimo starsene sovrappensiero (con i tipici occhi chiusi di Sendak) agli scenografici drammi. L’equilibrio dell’impaginazione e la composizione delle immagini è impressionante: ritma, anticipa, pretende silenzio, chiede riservatezza, scatena la confusione… perfetta, come al solito.
Una storia perfettamente raccontata che potrebbe essere il primo prezioso libro affidato alle mani di un lettore autonomo.
P.S. I legami di Rosie con la produzione cinematografica sono forti e Sendak ne parlerà esplicitamente. È questa la ragione per cui, con molta disinvoltura, Rosie, una decina di anni, dopo diventa la protagonista di un cartone animato a cui Sendak si dedicò con molta passione e che oggi potete ancora recuperare la visione in streaming.
P.P.S. vi consiglio di non perdervi questo speech dove racconta di un altro episodio dei giochi di Rosie (qui) e trovate in un estratto anche qui.

Informazioni aggiuntive

Peso 0,00 kg
Titolo

Il segreto di Rosie

Autore

Maurice Sendak

Editore/Marca

Adelphi

ISBN

9788845939051

Anno di pubblicazione

2024

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